Analisi politica

L’attacco che Nakamoto ha sferrato al sistema bancario e finanziario tradizionale è molto forte. La banca, dal canto suo è un istituto che si è evoluto nei secoli, acquisendo non solo potere economico ma anche politico e, i grandi gruppi bancari, non potendo permettersi di perdere il primato acquisito, han deciso di combattere questa guerra su due fronti, da un lato coinvolgendo la politica tradizionale affinché possa regolamentare le monete matematiche nella speranza di renderle meno appetibili per gli investitori ed utilizzatori mentre, dall’altra parte, hanno ben compreso le potenzialità della Blockchain e pur accettando in parte la sconfitta, stanno cercando di adattarsi utilizzando lo stesso sistema per potenziare le reti interbancarie.

Non solo le banche ma anche diversi Governi sono attivi sul tema, molti di questi hanno istituito delle vere e proprie task-force al fine di studiare meglio la materia e la webtax italiana ne è un chiaro esempio.

Il mio timore è che gli interessi economici di alcuni Stati o di alcuni gruppi bancari possano compromettere l’oggettività nel giudicare sulla portata rivoluzionaria di questo sistema.

Affrontare una riforma al solo fine di fare cassa sarebbe un errore molto grave perché non farebbe altro che alimentare proprio quel malcontento generale che ha portato allo sviluppo di un progetto contro l’oppressione di Governi e Banche.

Regolamentare la materia non serve solo a ridurre l’utilizzo fraudolento e/o per fini non legali delle criptovalute, sotto questo punto di vista la normativa internazionale antiriciclaggio ha già fatto molto, quanto per colmare quelle falle del sistema che lo stesso Nakamoto forse non aveva previsto.

Esistono, a mio avviso, alcune incongruenze nel sistema delle criptovalute che potranno esser risolte solo attraverso delle abili manovre di politica economica.

Ad esempio: tra fini enunciati nel whitepaper di Nakamoto c’è l’eliminazione di intermediari, le banche, colpevoli di aver destabilizzato i mercati globali dando il via alla più grande crisi di sempre. Ma a 10 anni dalla sua nascita, questo obiettivo, non è stato raggiunto del tutto e la cosa più grave è che non ci si rende conto che proprio quella lotta contro il sistema bancario ha permesso la nascita di un nuovo tipo di intermediario, il miner e l’exchanger, ma se il primo è indispensabile al sistema per il suo funzionamento, il secondo, lavorando al di fuori di ogni regolamentazione, ha preso il posto della banca, lucrando alle spalle dei singoli investitori/utilizzatori.

Infatti, come abbiamo già avuto modo di vedere, per disporre di bitcoin ci sono diversi modi, quello più semplice e veloce è l’acquisto diretto. Questa operazione ad oggi vede il pagamento di commissioni fuori misura e le società che elargiscono questo servizio, in assenza di una regolamentazione, hanno la facoltà di poter decidere liberamente le proprie condizioni e regole commerciali.

Un modo per arginare questo fenomeno potrebbe essere quello di riconoscere, non tanto le criptovalute come moneta legale quanto, come sta accadendo nel nostro Paese, legalizzare tutte le attività svolte nell’ambito Fintech obbligando queste società al rispetto delle normative nazionali di riferimento del settore di appartenenza.

Questo tipo di operazione non solo permetterebbe ai singoli Stati di poter usufruire di un maggior gettito fiscale, ma gli permetterebbe di poter stabilire dei paletti, a garanzia dei consumatori, entro i quali queste società possano muoversi legalmente.

Le classiche politiche economiche adottate fin ora dovranno esser ripensate se si vorrà integrare questo nuovo sistema all’interno delle politiche di bilancio a medio/lungo termine.

Le regole di politica monetaria stabilite da Nakamoto renderebbero il bitcoin perfetto per esser utilizzato come moneta ponte tra la moneta fiat e le altre criptovalute.

La regolamentazione ed il riconoscimento della valuta sono da considerarsi solo un tassello di quello che invece è l’enorme puzzle del mondo Blockchain e quando, anche questo tassello, troverà il suo posto completando il disegno pensato da Nakamoto, eliminando per sempre la dipendenza da un di Authority Centrale, allora l’intero mondo della finanza e dell’economia, così come lo conosciamo cambierà radicalmente.




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