Che cos’è la moneta complementare

Per comprendere cosa sono le valute complementari bisogna prima fare un passo indietro e capire perché si ha la necessità di dover creare ed utilizzare una valuta che affianchi quella tradizionale.

Questo tipo di moneta nasce dalla necessità di alcune persone e/o imprese che, non avendo abbastanza liquidità1 ed appartenendo ad uno stesso circuito, decidono di instaurare dei rapporti commerciali utilizzando un metodo di pagamento alternativo, convenzionalmente accettato da tutti, al fine di abbattere lo scarso potere di acquisto della moneta tradizionale.

La moneta complementare basa tutta la sua forza sul concetto di credito fiduciario, non avendo i classici limiti della moneta fisica, non è soggetta a svalutazioni o rivalutazioni.

Per poter esistere ha bisogno di uno spazio in cui poter circolare, quindi un territorio ben definito (livello locale, regionale o nazionale) molto importante è che questo spazio venga stabilito fin dalla sua nascita.

Una moneta complementare normalmente non può essere convertita in moneta corrente, e dev’essere utilizzata solo all’interno di un circuito a bassa concorrenza creato ad hoc per il suo utilizzo, l’utilità di questo sistema sarà quello di stimolare le attività commerciali e/o le relazioni sociali. Non essendo convertibile in valuta corrente non esiste un interesse specifico all’accumulo e quindi si avrà un maggiore interesse affinché il saldo sia prossimo allo zero.

Esistono varie forme di valute complementari, dalla banca del tempo al sistema a punti, alla moneta locale. Diverse forme di moneta ma un fine unico, agevolare gli scambi in un mercato stagnante.


1 La crisi di liquidità è una carenza di moneta nel circuito economico-finanziario




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