Dai metalli preziosi alla moneta fiat

Gli scambi, inizialmente, avvenivano attraverso la cessione di manufatti di varie forme o materie allo stato grezzo che però non erano comodi da trasportare così, con il passare del tempo, prese forma la moneta come oggi la conosciamo.

È attraverso i racconti del celebre “padre della storia” Erodoto se possiamo far risalire l’origine della moneta agli inizi del VI sec. a.C. quando, ne “Le Storie” narra che, Creso re dell’antica regione storica della Lidia1, iniziò ad utilizzare pezzi di metallo con un peso stabilito dando vita all’elettro2.

I metalli nobili3 e le pietre preziose, erano la moneta merce più facilmente scambiabile, questo grazie principalmente alle loro caratteristiche più evidenti, ovvero: il pregio, una quantità limitata in natura, la frazionabilità, la facilità di trasporto e accumulo, una ridotta usura e/o deperimento nel tempo.

È in epoca romana che avviene uno dei più importanti sviluppi della moneta4, dovuto non solo ad un numero crescente di relazioni commerciali tra diversi territori, ma anche attraverso le numerose campagne di conquista militare5.

La grande espansione dell’impero romano e la sua militarizzazione favorì la nascita delle prime zecche6 militari periferiche, il cui compito oltre la raccolta dei tributi era appunto la coniazione di monete di bronzo7 che servivano principalmente per pagare gli stipendi dei militari d’istanza nelle regioni più periferiche dell’impero.

Sulle prime monete erano impressi i simboli del potere: l’effige e/o lo stemma della casata del signore regnante nel territorio nel quale venivano coniate, ciò serviva affinché, la moneta, fosse facilmente riconoscibile ed accettata da tutti come mezzo di pagamento oltre che a garantirne alcune sue caratteristiche come: la quantità e la qualità del materiale utilizzato per coniarla e che dispensasse dall’effettuare la misurazione.

Se inizialmente si fa riferimento di valore intrinseco ovvero di un valore determinato dalla quantità di metallo (oro/argento/rame) presente fisicamente nella lega della moneta, successivamente a causa di alcuni suoi limiti come: i costi di produzione, trasporto e di misurazione, la moneta assumerà un valore estrinseco8 , dando così vita al signoraggio9.

Aristotele nell’Etica Nicomachea dice:

«La moneta non è per natura ma per convenzione e dipende da noi cambiarne il valore o renderla senza valore»10

 attraverso queste parole ci è chiaro come già per Aristotele esista una non corrispondenza tra valore intrinseco e valore estrinseco.

A causa dei limiti della moneta quali: la tosatura11, la contraffazione, le difficoltà ed i rischi di trasporto e di custodia, alcuni banchieri12, decisero convenzionalmente di ritirare dalla circolazione le monete costituite da metalli preziosi e di sostituirle con certificati cartacei13 che ne garantissero il reale deposito nei forzieri. Tale certificato poteva esser convertito in ogni momento nella rispettiva quantità di oro/argento depositato anche in una banca diversa da quella dove era stato effettuato il deposito14.

Questo nuovo sistema oltre che molto efficiente era anche comodo e con il tempo la domanda di conversione da banconote ad oro via via si ridusse sempre più e ben presto i banchieri si resero conto che avrebbero potuto emettere più titoli di credito rispetto all’oro effettivamente depositato. Tale comportamento alimenterà un meccanismo di produzione di nuova ricchezza che sarà da ispirazione ai moderni sistemi di riserva frazionaria15 e moltiplicatore dei depositi16.

L’oro perde gradualmente la sua funzione di mezzo di scambio per assumere la funzione di riserva delle banche (Riserva aurea o Gold standard). Attraverso il sistema del Gold Standard il valore della moneta è agganciato alla quantità di oro in possesso di un determinato Paese, ciò permetterà di stabilire il cambio tra le diverse valute.

Per arginare e prevenire le crisi come quella del ’29 verrà decretata, a Bretton Woods17 nel 1944, la nascita di un nuovo sistema chiamato: Gold Exchange Standard18, questo durerà solo fino all’Agosto del 1971 quando, il Presidente Americano Richard Nixon, stremato dagli enormi costi sostenuti per la guerra del Vietnam, dichiarerà che gli Stati Uniti avrebbero abbandonato il sistema dei cambi fissi. Questa “bomba” segnerà non solo l’inizio di un periodo di grande instabilità valutaria, di speculazioni finanziarie, ma soprattutto darà il via libera ad sistema a corso forzoso19 non controllato. Ciò permetterà ad alcune banche centrali come la Fed20 di creare moneta e generare valori sulla base di strategie di politica economico-monetaria non necessariamente concordate con i Governi, il prodotto di questo sistema è identificato con il nome di moneta fiat21.

In seguito alla svalutazione del dollaro, alcuni Paesi europei vararono un meccanismo chiamato “serpente monetario” che fissava dei limiti sia alle fluttuazioni dei cambi tra le monete europee partecipanti che alle oscillazioni rispetto al dollaro.

In “Teoria della Moneta e del Credito”, l’economista austriaco Ludwig von Mises scrive:

«Innanzitutto c’è da dire che il Gold Standard non è crollato. I governi l’hanno abolito al fine di spianare la strada all’inflazione monetaria. L’intero triste apparato di oppressione e coercizione, poliziotti, guardie doganali, i tribunali penali, le prigioni, in alcuni paesi persino i boia, dovevano essere messi in atto, al fine di distruggere il gold standard. Solenni impegni sono stati infranti, leggi retroattive sono state promulgate, leggi costituzionali e carte dei diritti sono stati apertamente sfidati. Schiere di sostenitori servili hanno elogiato ciò che i governi avevano fatto ed hanno accolto la nuova era della moneta fiat»22

Lo Stato non è più proprietario della moneta, a produrla è un ente privato, cioè una banca centrale alla quale lo Stato concede, attraverso una legge ad hoc, il diritto in via esclusiva di stampare moneta, in cambio l’ente si impegna ad acquistare i titoli del debito statale qualora non sia sufficiente l’offerta pubblica.


1 Antica regione storica localizzata nell’Asia Minore occidentale, nelle attuali province turche di Manisa e Smirne.

2 Lega combinata di oro e argento.

3 Si definiscono nobili quei metalli resistenti alla corrosione e all’ossidazione in aria umida, questa caratteristica fisica ne garantiva non solo una maggior durata nel tempo ma anche una maggior resistenza al deterioramento dovuto al suo continuo uso. Tra i metalli più scambiati in antichità troviamo l’oro, l’argento ed il bronzo ai quali si aggiungerà poi in tempi moderni, il platino.

4 Il termine nasce proprio in epoca romana poiché la prima zecca dell’impero era a Roma e si trovava nei pressi del tempio di Giunone Moneta (cioè “ammonitrice” dal verbo latino monere)

5 «Alla morte di Augusto, nel 14 d.C., la moneta di Roma era accettata all’interno di un’area geografica più estesa di quanto non ci fosse mai stata prima e non ci sarebbe più stata fino al XIX secolo» GOLDSMITH R., (1987) Premodern Financial integration, p.47 citato in INGHAM G., (2016). La natura della moneta; p167

6 Officina governativa in cui si coniano le monete.

7 Mentre le monete d’oro e d’argento venivano coniate solo dalle zecche centrali.

8 Valore imposto dall’autorità che corrisponde al valore nominale, ovvero la cifra indicata sulla moneta stessa.

9 All’atto della coniazione, il sovrano, imponeva una tassa per questo servizio, trattenendo una parte dell’oro portato alla Zecca.

10

11 Termine con il quale si indicava la frode della limatura dei bordi delle monete al fine di ricavarne un po’ di polvere di metallo prezioso

12 Questa figura nasce a cavallo tra la fine del medioevo e l’età moderna ed è l’evoluzione di quella dell’orefice il cui compito era, oltre quello di effettuare le misurazioni annotandone qualità, quantità e valore, di prestare, scambiare e custodire le ricchezze.

13 Questi certificati di credito prendevano il nome di “Note del Banco” e successivamente furono chiamate Banconote. Abbiamo testimonianza delle prime forme di moneta cartacea già nella Cina del XIII sec. d.C. quando Marco Polo ne “Il Milione”, racconta di scambi commerciali pagati attraverso l’utilizzo di fogli di carta, di vari colori e valori, ricavati dalla scorza del gelso e sui quali vi era impresso il sigillo del Gran Khan.

14 Le prime forme di “Lettere di Credito” si possono attribuire al servizio offerto dai Templari che, durante le crociate, permettevano ai ricchi pellegrini di poter depositare le proprie ricchezze in una qualsiasi delle fortezze templari lungo la via per Gerusalemme e quindi poter ritirare l’equivalente una volta giunti a destinazione.

15 Strumento di politica monetaria che, per legge, obbliga gli istituti bancari a detenere sotto forma di contanti o attività facilmente liquidabili una certa percentuale di depositi.

16 Indicatore macroeconomico che attraverso il rapporto tra l’offerta di moneta e la base monetaria permette alle banche di creare nuova ricchezza.

17 La conferenza di Bretton Woods si tenne nel luglio 1944 nell’omonima località nei pressi di Carroll (New Hampshire), con lo scopo di stabilire le regole delle relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo, alla conferenza parteciparono anche i Paesi più poveri definiti: in via di sviluppo.

18 Rapporto di cambio fisso in cui una valuta veniva rapportata al dollaro statunitense (valuta principale) che a sua volta era agganciato all’oro.

19 Detto anche sistema a carta moneta inconvertibile, è un sistema monetario in cui è assente la convertibilità con l’equivalente in metallo prezioso.

20 Nome informale del Federal Reserve System ovvero la banca centrale degli Stati Uniti. La Fed è un istituto privato e indipendente dal governo.

21 Dal latino “sia fatto”, ovvero una moneta imposta come mezzo di pagamento per decreto del governo, «Nel linguaggio economico è la moneta cartacea inconvertibile, generalmente accettata come mezzo di pagamento in quanto dichiarata a corso legale (detto anche forzoso) dallo Stato che la emette, indipendentemente dal suo valore intrinseco. » TRECCANI, www.treccani.it/enciclopedia/fiat-money consultato il 01/10/2017

22 VON MISES L., (2009) Theory of Money e Credit, p.420.




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