Il baratto

Il baratto nasce quando, alcuni individui, per far fronte alla necessità di poter soddisfare un determinato bisogno1, danno vita ad una forma primordiale di commercio2 che consiste nello scambio diretto di beni, tra due (bilaterale) o più soggetti (plurilaterale o circolare).

In presenza di beni di diversa natura e in assenza di regole commerciali, era però difficile poter assegnare loro un valore preciso, così di volta in volta, questo doveva essere concordato tra le parti. La trattativa avveniva principalmente sulla base di alcuni indicatori come: la qualità, la quantità ma soprattutto la capacità3 che un bene possedeva nel soddisfare un determinato bisogno.

È chiara l’impossibilità di assegnare un valore oggettivo alle merci questo perché, al fine di poter ottenere un bene di valore superiore o più unità di un bene equivalente o inferiore, ogni individuo, avrebbe portato avanti solo i propri interessi assegnando un valore maggiore al bene in suo possesso. A causa, inoltre, di alcuni limiti (una condizione fisica di rapida deteriorabilità e della difficoltà di trovare un individuo che possedesse il bene ricercato) alcuni scambi non potevano avvenire in modo diretto, lasciando così certi bisogni insoddisfatti.

Per risolvere questo problema era necessario che, tra le parti, si stabilissero non solo regole condivise per la realizzazione di scambi veloci ed equi, ma che fosse soprattutto identificato un bene che possedesse alcune caratteristiche: non deteriorabilità, riconoscibilità e che fosse universalmente accettato da tutti come mezzo di scambio, nasce così il denaro.


1 Desiderio di trovare soddisfazione ad una situazione di vuoto creata dalla mancanza di qualcosa di materiale o immateriale.

2 Un tipo di attività economica il cui fine è il trasferimento diretto o indiretto di beni tra due o più soggetti, il commercio si realizza attraverso lo scambio di prodotti o con la cessione di un prodotto in cambio di denaro.

3 Tale capacità in economia è identificata con il termine di utilità ed è la misura della felicità o soddisfazione individuale derivante dal consumo di una certa quantità di un bene o servizio idoneo ad appagare un determinato bisogno presente o futuro.




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