Il processo di regolamentazione italiano

Il mercato, senza regolamentazione, è confuso, non esistono ancora delle regole di riferimento e ad oggi sia il bitcoin che le altre criptovalute si ritrovano in un limbo poiché non sono né riconosciute a livello internazionale come denaro, tanto meno bandite e considerate illegali.

Molti Governi sono a lavoro per studiare il fenomeno e intanto si guardano in torno per capire come gli altri Paesi intendano muoversi in merito. Il loro principale problema è quello di capire qual è la vera natura del bitcoin, se considerarla una materia prima, una valuta o un asset non riconosciuto ciò al fine di poter poi applicare il relativo regime fiscale di competenza.

Se da una parte Giappone e Russia hanno già riconosciuto la portata di questo fenomeno dall’altra parte Paesi come la Cina l’hanno classificata illegale e addirittura negli Stati Uniti, il caso SilkRoad, ha dato il via ad una caccia alle streghe, portando al tracollo numerose aziende operanti nel settore delle criptovalute accusate di agevolare traffici illegali di armi e droghe oltre che permettere, a gruppi terroristici, di poter movimentare capitali senza essere rintracciati.

Il D.Lgs. 25 maggio 2017, n.901 di attuazione della cosiddetta IV Direttiva AML Antiriciclaggio (direttiva UE 2015/849/UE), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 giugno 2017 e recante modifica al D. Lgs. 231/2007 ed al D. Lgs. 109/2007, ha stabilito quali sono gli obblighi, le verifiche ma soprattutto gli adempimenti antiriciclaggio da mettere in atto da parte di tutti i soggetti finanziari e non finanziari (tra cui i provider di valuta virtuale parificati ai cambiavalute), pena l’applicazione di sanzioni che prevedono misure effettive, proporzionate e dissuasive. Scopo della normativa è permettere una completa tracciabilità del denaro, ciò che interessa il settore delle criptovalute è che i fornitori di servizi online dovranno non solo verificare l’identità della persona che apre un account ma anche di segnalare alle autorità preposte eventuali comportamenti finanziariamente sospetti.

Mario Draghi, presidente della BCE, ha dichiarato che la Banca Centrale non ha al momento il potere di poter regolamentare i Bitcoin né quello di porre delle misure restrittive come quelle adottate in Cina.

 

Non è assolutamente nel nostro potere proibire o regolamentare i Bitcoin”, ha infatti detto Draghi. “Dobbiamo piuttosto chiederci quale siano gli effetti delle criptovalute sull’economia”.2

Non potendo, al momento, riconoscere le valute virtuali, il legislatore, ha iniziato con lo stabilire quali siano i limiti oltre i quali si sconfina nell’illegalità. Il decreto se da una parte si pone come obiettivo quello di demandare la responsabilità per l’utilizzo illecito di capitali per attività criminose e/o di terrorismo, dall’altro permetterebbe a molte società di trading di poter essere equiparati al pari di un cambiavalute e quindi vedere l’Italia come un’ottima piazza dove poter fare business legalmente.

Un ulteriore passo avanti verso la regolamentazione è avvenuto con l’emendamento, presentato recentemente dal Senatore Mucchetti che avrebbe lo scopo di regolamentare il settore del commercio elettronico al fine di abbattere l’evasione fiscale.

Attraverso una “webtax”, che entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 2019, verrà introdotta una tassazione del 6% sulle vendite oltre i 30€ ed una tassazione sui redditi per tutte quelle aziende operanti nel settore del commercio elettronico che fatturano più di 50mln di euro nel mercato italiano. Anche se apparentemente l’emendamento non riguarda le critpovalute, la webtax, vuole regolamentare il commercio elettronico e quindi il passo dalla vendita dei beni al tipo di valuta utilizzata per il pagamento, è davvero breve. Secondo la posizione di due giornalisti del Financial Times, James Politi e Rochelle Toplensky: il parlamento italiano è in prima linea sull’argomento e sta facendo pressioni all’Unione Europea affinché questo tema venga affrontato e trovata una posizione comune3.

Sul fronte monetario la linea politica europea non solo è molto attenta ma si adopera anche per potenziare gli attuali strumenti finanziari per ridurre il potenziale gap tra i due sistemi.

La bozza4 della V direttiva europea AML, tutt’ora in lavorazione, a pagina 4 punto 6, estende il suo ambito di applicazione alle “piattaforme di scambio di valute virtuali” e ai “prestatori di servizi di portafoglio digitale”

Riconoscendo quindi la figura di Exchange sarà quindi possibile iniziare a regolamentare anche quali saranno le responsabilità degli operatori finanziari che operano nel mercato delle criptovalute.

 


 

2 M. DRAGHI in STENTELLA U., (27/09/2017), “Mario Draghi: La Bce non ha il potere di regolamentare i bitcoin”

3 Fonte: ft.com




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