Il tempo come moneta

Il sistema della Banca del Tempo non differisce molto dal baratto e si realizza attraverso il concetto di mutuo soccorso tra singoli individui, ovvero attraverso l’idea che per avere qualcosa basta offrire in cambio la propria disponibilità oltre che eventualmente la propria professionalità. In sostanza è un contatore che si alimenta grazie alle ore dedicate alla comunità, queste potranno poi esser scambiate con altri correntisti quando si avrà la necessità di soddisfare un certo bisogno personale.

Sono comprensibili fin da subito i limiti di questo sistema, quello più evidente è che difficilmente, la propria professionalità, potrà esser utile a tutta la rete sociale. Infatti, non tutti gli scambi diretti saranno possibili, nasce così La Banca del Tempo, un soggetto intermediario che si preoccuperà di gestire le attività a disposizione della rete e a mettere in contatto tra loro le persone.

La misura del valore degli scambi non è un valore di mercato ma un valore figurativo paritario1, l’ora (con le sue frazioni e multipli); ciò che alla fine si produce è capitale sociale, relazionale.

Ciò che differisce la Banca del Tempo dal volontariato è il concetto di reciprocità, non è solo un dare a prescindere dal ricevere come avviene per il volontariato, ma prevede anche un ricevere in cambio delle prestazioni concrete da parte di altri professionisti.

In Italia le prime esperienze di questo genere risalgono al 1995, oggi il progetto più importante è seguito dall’associazione nazionale banca del tempo ANBDT, nata nel 2007 ad Ali Terme e che occupa di coordinare le varie strutture territoriali presenti i 7 regioni italiane.


1 Un’ora equivale un’ora indipendentemente dalla professionalità messa a disposizione.




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