La moneta merce

La ricerca di un bene intermedio che rappresentasse un valore facilmente quantificabile, trasportabile e sufficientemente costante nel tempo, ha favorito all’invenzione del denaro che, pur assumendo diverse forme nel tempo, è riuscito sempre ad assolvere la principale funzione di mezzo di scambio.

«Il denaro non è di per sé un valore ma è semplicemente un bene al quale viene attribuito un determinato valore […] e tra i tanti beni è quello più facilmente commerciabile»1.

Grazie soprattutto allo sviluppo di attività e rapporti commerciali sempre più intensi, tra i tanti beni intermedi di scambio2, ad avere la meglio è la moneta.

La moneta, si diffonderà presto in tutto il mondo, dapprima sotto forma di moneta merce, poi attraverso il sistema aureo, successivamente con il sistema delle banche centrali, la moneta perderà il suo valore intrinseco3 e, infine, con l’avvento della moneta elettronica si perderà definitivamente anche la caratteristica della tangibilità.

Mentre nel mondo degli economisti teorici la moneta assolve quattro funzioni: mezzo di scambio, misura del valore, deposito del valore e misura dei pagamenti, Schumpeter osserva che:

«La moneta non è né un bene né una merce, ma si contrappone in un modo peculiare ai beni o alle merci, nel senso che l’utilità di conto con la quale si registrano e si regolano in un sistema contabile puro le transazioni di merci non è essa stessa una merce e non lo diventa per questa sua funzione»4

è attraverso questa analisi che emerge un nuovo modo di considerare la moneta, ovvero non più come moneta merce ma come mezzo di credito.


1 S. Tonelli, Dall’oro al bitcoin. Tricase: Youcanprint, 2014.

2 Tra i vari beni utilizzati come denaro a titolo esemplificativo possiamo elencare: sale, grano, bestiame, conchiglie rare o denti di balena, metalli preziosi, tabacco, punte di freccia, sementi, etc..

3 Valore dato dalla somma del valore delle singole materie di cui è composto attraverso questo valore, certo, era possibile assumere un valore numerario, cioè di misura dei valori.

4 J. Schumpeter e G. Nardozzi Tonielli, L’essenza della moneta, Cassa di risparmio di Torino,1990, p.239




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