L’operazione di fork

Letteralmente il termine “fork” viene tradotto in italiano come “derivazione”. E’ un’interruzione della catena della Blockchain creatasi a seguito di due possibili eventi: di transazioni non valide o un cambiamento delle regole ed impostazioni della Blockchain.

Il primo dei due eventi è un “fork non voluto”, e si verifica quando all’interno del blocco di validazione vengono riscontrate delle transazioni non regolari, come il tentativo di una doppia spesa o ad un’alterazione della firma. In questo caso il nodo genera un blocco non valido creando un fork della linea di validazione, tutto ciò che verrà prodotto da quel momento in poi dal nodo sarà corrotto e non riconosciuto dalla rete, pertanto tutte le operazioni svolte e validate da quel nodo saranno cancellate.

Il secondo caso possiamo invece definirlo un “fork voluto”, questo evento si verifica quando, ad esempio, avvengono aggiornamenti o correzioni di bug al codice del sistema. In questo caso i vari nodi della rete, per non incorrere in una derivazione non voluta, dovrebbero effettuare l’upgrade contemporaneamente, altrimenti potrebbero essere eseguite delle convalide non allineate con le versioni di software in uso tra nodi generando, di conseguenza, un rifiuto del blocco di convalida e quindi un conflitto nella catena di validazione.

Questa operazione, definita anche “hard fork”, viene utilizzata quando si vuole creare e quindi far circolare una nuova moneta. Una volta creata la derivazione, se il sistema troverà dei nodi disposti a validare le operazioni allora la catena continuerà e tutte le transazioni effettuate da quel momento in poi saranno validate dalla nuova rete di nodi che andranno a creare la nuova Blockchain.




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